L’integrazione dei progetti Coop con i curricoli scolastici

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L’integrazione dei progetti Coop con i curricoli scolastici 2017-08-04T00:51:45+00:00

Coop è in grado di vantare con merito una lunga e consolidata tradizione di collaborazione con la Scuola, fatta di progetti realizzati con scolaresche di ogni ordine e grado. Non possiamo ignorare però che le scuole stesse sono investite da una grande quantità di offerte di iniziative e progetti promossi dalle agenzie più disparate, compreso il mondo della grande distribuzione. In tale scenario il rischio per la scuola è che si sommino differenti esperienze, anche valide, ma che non hanno sufficiente integrazione con i curricoli. È un problema, quello indicato, anche per i proponenti le iniziative in quanto le attività svolte sono destinate a lasciare poche ed evanescenti tracce nel tempo.
L’analisi comparata dei principi fondanti l’azione di Coop e dei documenti ministeriali che orientano la vita della scuola possono fornirci un forte antidoto al suddetto rischio, ponendo i progetti Coop ad un livello di più alta integrazione con le attività scolastiche. Se si analizzano infatti le iniziative attuate dagli animatori Coop, si può facilmente leggervi un filo conduttore che li lega tra loro, al di là degli specifici contenuti, il quale è costituito dalla promozione di una competenza di cittadinanza attiva e responsabile. Tale obiettivo lo si ritrova come primario anche in tutti i documenti ministeriali, a partire dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo del 2012, passando per le principali norme del 2010 che hanno ridefinito complessivamente il quadro della scuola secondaria di secondo grado, sino a giungere alla Legge n.107 del 2015, ai conseguenti recentissimi Decreti attuativi e al contenuto del Piano Nazionale di formazione dei docenti 2016/2019(*). Vi è quindi la concreta possibilità di concordare iniziative che, pur mantenendo a Coop la titolarità della proposta, possano costruire una forte sinergia con gli obiettivi che le scuole sono chiamate a perseguire. È evidente che quando le attività attuate possono essere recuperate ed integrate nei percorsi educativi e disciplinari, nel pieno rispetto dei diversi ruoli di Coop e Scuola, le stesse mantengono una significatività che va ben al di là del lasso di tempo del solo intervento degli animatori. Condizione auspicabile perché ciò avvenga è che, nella misura possibile, vi sia riscontro nel PTOF e nella programmazione di classe di quanto attuato con gli educatori Coop, si indichi come le attività possano venire riprese e portate avanti nei curricoli delle discipline, vi sia traccia di quanto realizzato e possano esserne verificati gli effetti, nei modi e nei tempi concordati con la scuola.

Elio Raviolo – già Dirigente Scolastico

(*) “In un senso più ampio, la definizione di cittadinanza consapevole, sia in un’ottica di territorio che nella sua necessaria interpretazione globale, deve essere sempre più inclusiva di tutte le dimensioni della cittadinanza: non solo dell’integrazione culturale o dell’educazione alla legalità, ma anche la cura dei beni comuni, l’educazione ambientale e alimentare, i corretti stili di vita, la parità di genere, il dialogo (interculturale e interreligioso)… Il punto di arrivo di questo approccio è un’idea inclusiva e moderna della cittadinanza globale.”