E!STATE LIBERI – Campi di impegno e formazione sui terreni confiscati alle mafie 2016

Le esperienze che si sono svolte dal 25 Luglio al 01 Agosto nei campi di Mesagne (Br) e San Giuseppe Jato (Pa) hanno visti coinvolti 20 giovani soci di Coop Alleanza 3.0 che, partiti dalle otto regioni dove la cooperativa è presente, hanno vissuto e toccato con mano realtà completamente diverse dalle proprie, alternando a mattine di duro lavoro sui campi pomeriggi di formazione e conoscenza del territorio e serate di convivialità e divertimento.
Lavorare e vivere a stretto contatto nelle cooperative Terre di Puglia-Libera Terra e Placido Rizzotto-Libera Terra ha infuso nei giovani soci un forte senso di partecipazione e condivisione, oltre che di gestione dei compiti ed aiuto nello svolgimento degli stessi: vivere per un’intera settimana a contatto con altri dieci sconosciuti, in un bene confiscato alla mafia, dividendo pasti, doccia, lavoro ma soprattutto esperienze di vita ha colmato i bagagli di questi ragazzi di un sentimento di non immediata fruibilità, qualcosa che solo una volta giunti a casa si ha modo di analizzare ed assimilare, con risultati diversi ed inaspettati, ognuno lascia qualcosa di sé ma soprattutto ognuno porta a casa molto degli altri.

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Elisabetta, studentessa di Giurisprudenze a Bologna, ad esempio scrive:

“Ho apprezzato sinceramente ogni membro di questo affiatatissimo gruppo, dal più estroverso al più silenzioso, dal più energico al più stanco, sentendomi davvero accolta a braccia aperte in quella che per una settimana è stata una grande famiglia Giunta al secondo campo, dicevo, credevo di sapere cosa aspettarmi: e invece, questa settimana mi ha sorpresa ed emozionata come la prima volta. Ogni ora sui campi mi ha dato più consapevolezza di che cos’è il lavoro, di cos’è la ricerca della qualità dei prodotti e cosa l’importanza di ciò che mangiamo. Ogni incontro di formazione mi ha lasciato la scoperta di che cos’è il coraggio e cos’è la lotta alla vita mafiosa, da ogni punto di vista: personale, sociale, giuridico, politico, economico, culturale. Ogni momento trascorso insieme al meraviglioso gruppo di cui sono fiera di far parte, mi ha insegnato cos’è la coesione, la socialità, la condivisione e l’orgoglio di fare tutti parte di uno stesso movimento che ha il medesimo obiettivo, nel quale ognuno mette un po’ di sé e impiega ogni energia che ha per andare avanti, non da solo ma insieme agli altri. Ogni risata, ogni partita a carte, ogni cruciverba risolto insieme mi ha fatto capire cosa significa incontrare l’altro, stare insieme, volersi bene – sia che ci si conosca da un anno, sia che ci si conosca da pochi giorni.
Tornata a casa, ancora una volta nella mia mente si è affacciato lo stesso pensiero: Voglio farlo di nuovo. “

Riccardo, studente di Economia a Venezia:

E’ stata un esperienza fantastica! Non conosco parole più semplici e dirette di queste per condividere e rendere partecipi del mio entusiasmo tutti coloro mi chiedano come sia andata questa settimana di campo. E’ difficile raccontare quanto vissuto, parlare delle mie emozioni e descrivere quelle meravigliose terre con una chiacchierata di pochi minuti. Mai come in questa settimana ho percepito la forza e l’impatto sull’entusiasmo delle persone del gioco di squadra, della cooperazione. Ci siamo aiutati a vicenda e posso assicurarvi che la soddisfazione che ho provato nel sentirmi “importante” per gli altri è stata davvero tanta; merito soprattutto del valore che gli altri riconoscevamo nel mio aiuto, che si manifestava sempre con un grazie od un sorriso.Concludo con la speranza che tanti giovani e non, abbiano la mia stessa opportunità di vivere un’esperienza simile perché si acquisisce la consapevolezza che la vera felicità sta nell’ascoltare le storie degli altri, nel condividere ( off-line) fatiche e divertimento e perché no, prendersi un paio d’ore della propria giornata per mangiare un piatto di pasta, bere un bicchiere di vino e discutere a tavola con le persone a cui vuoi bene. Ah, se decidete di partire, non preoccupatevi per il peso della vostra valigia; 15 kg sono più che sufficienti! Al vostro rientro, a pesare sarà il bagaglio culturale di felicità, emozioni e valori; ma anche in questo caso non temete: è gratis, non si può misurare, nessuno può rubarvelo e soprattutto….sarà il vostro compagno di viaggio per tutta la vita.

Elena, infine, si sofferma su quello che le terre di Sicilia hanno lasciato dentro di lei:

Entrare a contatto ogni mattina con la terra, nel nostro caso quella della cooperativa Placido Rizzotto, e conoscere le persone che ci lavorano quotidianamente come Angelo, Stefano, l’agronomo Vito o come Valentina Fiore amministratore delegato del Consorzio Libera Terra Mediterraneo, è sì dare un piccolo contributo ma per me è stato anche capire meglio la fatica e la tenacia che ogni giorno le persone di Libera Terra devono mettere in gioco per migliorare il luogo dove sono nate. Il campo di Libera in Sicilia è stato per me un incontro con la storia e la sua memoria, con la terra e i suoi frutti, con le persone e i loro occhi. Un incontro e allo stesso tempo uno scontro con la vita e le sue tante facce e soprattutto con il suo opposto ovvero la morte. E per tutti penso un incontro/scontro con se stessi.
Al ritorno dai campi i ragazzi, pieni dell’entusiasmo raccolto durante l’esperienza, vengono coinvolti in un percorso di rendicontazione e racconto del viaggio, la prima tappa del quale è stata la presentazione dei quaderni che Coop ha prodotto per Libera in collaborazione con l’associazione culturale Hamelin, il ricavato della loro vendita andrà a Libera per lo sviluppo di progetti legati al tema della memoria.

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Testimonianze

Francesco

Dietro questi paesaggi bucolici, con piccoli paesi che spezzano la monotonia di infinite distese collinari consacrate unicamente all’agricoltura, si nasconde una realtà di sopraffazioni e violenza profondamente radicata nella società locale. Volgendo lo sguardo oltre l’apparenza di un territorio ancora vergine dall’industrializzazione che nel nostro triveneto ha violentato irreparabilmente la natura, si scorge una realtà cupa ed inquietante, ovvero l’ombra del potere economico, sociale e culturale dello stato mafioso: una presenza che, silenziosamente, permea ogni aspetto della realtà dei cittadini siciliani, dalla vita sociale a quella religiosa, dalla politica all’economia.

Riccardo

L’ammirazione e la stima nei confronti di tutti i ragazzi della cooperativa che nonostante le difficoltà , combattono tutti i giorni con un avversario ben più forte: la mancata consapevolezza della comunità locale che abbracciare i valori della legalità e del reciproco rispetto sia la strategia vincente per sconfiggere le pratiche mafiose e perseguire il benessere comune.

Elisabetta

Ho apprezzato sinceramente ogni membro di questo affiatatissimo gruppo, dal più estroverso al più silenzioso, dal più energico al più stanco, sentendomi davvero accolta a braccia aperte in quella che per una settimana è stata una grande famiglia.

Giorgia

Giardino della Memoria. Una sterrata e dissestata stradina di campagna, fra erbacce e vegetazione invadente, ci ha portato fino al casolare in cui Giuseppe di Matteo fu tenuto prigioniero su ordine di Giovanni Brusca. Proprio in questo casolare, il piccolo Giuseppe, nel 1996, trascorse gli ultimi giorni della sua prigionia, prima di essere strangolato e sciolto nell’acido dai sicari di Brusca.

Questa è solo un’anticipazione, a breve saranno pubblicate le testimonianze di tutti i partecipanti di Estate Liberi 2016 e le più belle pagine dei diari delle giornate estive!

Le iscrizioni a Estate Liberi 2016 sono chiuse. Vi aspettiamo il prossimo anno!